Molto spesso mi sento dire da collaboratori e/o smanettoni che in maniera sistematica preferiscono dare un bel riavvio ai loro server per evitare kernel panic e dare cosy una bella "rinfrescata" alla macchina.

Probabilmente io sono un fissato di "uptime record", anche se in alcune circostanze (macchine distanti e difficilmente raggiungibili in caso di gusti/malfunzionamenti e non magari pure non presidiate...) ho seguito il loro consiglio e grazie al magico cron schedulo un reboot controllato.

Dove però la macchina richiede un uptime continuo e il disservizio di reboot potrebbe farsi sentire (immaginate un hots virtualizzatore con molte VM che devono ripartire etc etc...) lo stress può essere molto, e possibile effettuare un impostazione che permetta almeno nel caso avvenga un kernel panic (che richiede l'intervento di qualcuno per riavviare fisicamente la macchina...) di riavviare il tutto dopo un determinato tempo.

Per fare in modo che un server GNU/Linux si riavvii automaticamente in caso di kernel panic e’ sufficiente editare il file /etc/sysctl.conf aggiungendo questa riga:

> kernel.panic = #n#

in cui al posto di #n#  va un numero indicante i secondi prima del riavvio automatico.

Fatto questo per rendere attive le modifiche a /etc/sysctl.conf e’ sufficiente un:

> sysctl -p

Questo e’ solo un esempio di tweak possibile tramite sysctl…

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